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Stagione di pesca 2006 -10.11.06-
Appena rientrato in Italia e già mi trovo seduto a riflettere sulla stagione di pesca appena conclusa ed a fare bilanci. Complessivamente un’ottima annata, forse la migliore da quando ho iniziato la mia attività di videopescatore. Il numero delle catture è rimasto più o meno costate ma il peso medio dei pesci è cresciuto sensibilmente, mi chiedo se ciò sia imputabile al mare che mi ha donato pesci di buon peso o ad una maggior selettività nello scegliere le prede imputabile ad una mia maggior esperienza.

Cernie
A parte i saraghi, di cui quest’anno ho notato un leggero aumento di esemplari adulti, anche quest’anno il pesce più spesso presente nei miei carnieri è stata la cernia a conferma che si tratta di una specie che gode di ottima salute. La mia riflessione è che questo splendido animale tutto sommato è abbastanza al sicuro rispetto ai due metodi di pesca costiera attualmente più distruttivi (strascico e circuizione) e ciò in virtù di alcune sue caratteristiche comportamentali che sono il fatto di vivere a stretto contatto col fondo roccioso e a non raggrupparsi in numerosi esemplari.
Queste due caratteristiche probabilmente gli salvano la vita rendendone difficile la cattura ma anche la semplice identificazione attraverso gli strumenti elettronici (scandaglio). E’ certamente insidiabile con i palamiti (e talvolta con le reti di fondo) ma anche in questi casi, pur cadendo in trappola, spesso riesce a salvare la pelle intanandosi e causando la rottura del terminale nel tentativo di recupero. Di fatto il suo avversario più temibile sarebbe il pescatore in apnea che però, in virtù delle notevoli difficoltà richieste per la sua cattura, non riesce a catturarne che pochi esemplari.
Diverso invece il discorso per la pesca subacquea effettuata con le bombole che, seppur illegale, continua ad essere praticata in molti posti. La mia percezione è che la sensibile diminuzione di questo pesce in determinate aree sia imputabile proprio a questo tipo di pesca che, oltre a consentire con facilità la cattura di moltissimi esemplari, rovina l‘habitat causando l‘allontanamento degli esemplari superstiti. Nei fondali che frequento fortunatamente non operano molti “bombolari bracconieri”, ne va da sé quindi che il numero maggiore di esemplari è catturato pescando in apnea, ciò a mio parere spiega il perché questo pesce goda di ottima salute.

Dentici
Devo riconoscere che è stata un’ottima annata, le mie catture sono aumentate sia per numero che per peso e ho di nuovo incontrato numerosi piccoli branchi di più di dieci esemplari. Forse questo pesce, che al contrario della cernia tendeva a raggrupparsi in branchi anche numerosi, dopo una inevitabile sensibile riduzione si è stabilizzato. La sua concentrazioni in piccoli branchi, che seppur stanziali si spostano di più, ha aumentato le possibilità di sopravvivenza rendendone difficile, ma tuttavia ancora possibile, l‘individuazione tramite gli strumenti elettronici. In ogni caso ad una buona annata concorrono così tante variabili che non mi sento di dare a queste pur ragionevoli teorie un valenza assoluta. Più personalmente credo che le mie catture sono aumentate soprattutto per una conoscenza più approfondita di quei posti dove ho verificato anno dopo anno la costante presenza di questi pesci. Sono finalmente riuscito ad effettuare buone catture con la telecamera ottenendo riprese di pesci di buona taglia. L’esperienza non mi ha però impedito di perdere per stupidità in un caso e per stanchezza nell’altro i due pesci più grossi dell’intera stagione.

Ricciole
Ormai è diventata un’ossessione, come un fantasma che aleggia in tutte le mie immersioni. Purtroppo anche quest’anno devo registrare una totale assenza di catture e, cosa assai più grave, di avvistamenti di esemplari adulti di questo splendido pelagico. La presenza di questi grandi predatori nelle acque che frequento mi è confermata unicamente dalle catture effettuate ad opera della cianciola. Imputo la scomparsa di questo animale proprio alla quotidiana presenza di questo tipo di imbarcazione che negli ultimi 5-6 anni ha letteralmente distrutto questa specie riducendo al limite le probabilità di incontrarne qualche esemplare nel corso delle mie battute di pesca. La stessa cianciola che solo qualche anno fa effettuava in una sola giornata pescate da centinaia di pesci per diverse tonnellate di peso, ormai raramente cattura più di qualche decina di pesci ed anche il peso medio degli esemplari si è notevolmente ridotto. Purtroppo però continua la sua attività di pesca quotidiana che in mancanza di ricciole si concentra sui branchi di mangianza, con effetti altrettanto disastrosi. La ricciola, al contrario della cernia, ha due caratteristiche che ne hanno determinato la quasi scomparsa, è un pesce che tende a riunirsi in grandi branchi ed a nuotare staccato dal fondo. Queste sue caratteristiche lo rendono facilmente visibile agli strumenti elettronici in dotazione su queste barche consentendo “la chiusura” di interi branchi. L’avvento del sonar in particolare ha definitivamente annullato le chance di salvezza di questo pesce avendo aumentato la portata degli strumenti da pochi metri a diverse miglia. Ciò che è accaduto prima con i tonni si è verificato puntualmente con le ricciole, oggetto di attenzioni insostenibili da parte della pesca professionale dove lo sviluppo tecnologico ha pressoché eliminato ogni difficoltà e quindi anche ogni forma di garanzia per la sopravvivenza della specie. Spero davvero che ci sia una inversione di tendenza ma al momento il mio pessimismo è più che un’impressione e mi rattrista oltre ogni misura poiché riguarda un pesce che più di ogni altro ha ispirato i miei sogni e fomentato la mia passione per il mediterraneo.

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