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Misteri e pesci - 17.10.05 -
Ci sono alcune catture impossibili da descrivere.
Le immagini rappresentano più o meno fedelmente la realtà, ma a volte riducono l’emozione ad un battito di ciglia. Certo la sorpresa, lo stupore, magari anche la felicità possono essere rappresentate da una sequenza video di una cattura, o quanto meno essere intuite attraverso questa.
Ma il mistero no, non si riesce a riprenderlo.
Magari a rappresentarlo a posteriori, ma non con una ripresa dal vivo, in diretta.
Ci sono delle catture misteriose, che ti folgorano, a cui continui a pensare, dopo giorni, mesi, anni. Quasi fossero delle mancate catture, errori compiuti, occasioni sfumate.
Il pensiero continua a tormentarti ipotizzando soluzioni diverse, come un replay impossibile che ti consenta di afferrare una seconda chance con un sparo ragionato, freddo, per una cattura perduta che vorresti riportare in vita. Ragionamenti leciti, certo comuni per una cattura perduta.
Il pesce è invece a bordo, passato, archiviato. Tu continui a pensarci però.
E’ stato qualcosa di misterioso, magico, imprevedibile, che ha reso una cattura cosi speciale. Il suo ricordo ti procurerà emozioni indicibili anche a distanza di tempo, perché ti ha spiazzato. Semplicemente quel pesce non doveva essere li. La tua lunga esperienza ti faceva escludere la possibilità che ci fosse un pesce simile in quel posto, di quel peso, a quella profondità. Impensabile, eppure era li. Hai svoltato un angolo ed era li. Era li ed era immobile, come una pietra, completamente immobile. Il tiro poi è stato perfetto. Non hai pensato a niente, non hai allineato il bersaglio, non hai preso la mira, non hai esitato neanche un istante. Come sapessi già che era impossibile sbagliare, come se la freccia fosse guidata da un pensiero invisibile. Non era realtà, non era presente, era passato. Quel pesce era già morto ed era lì per un motivo speciale, non legato alla routine del suo ciclo biologico, riproduttivo o alimentare. Un motivo che ti sfugge ma, se non pensi, senza esitazione riconduci a te. Quel pesce era li per te, ti viene il dubbio che se non fossi passato li non ci sarebbe stato, forse non sarebbe neanche esistito. Si è materializzato grazie a te, a tutte le tue fantasie, a tutte le energie che hai speso e che il mare ti ha donato indietro. Ed ora che sei a terra continui a riaprire la ghiacciaia meccanicamente, ad intervalli regolari. Quasi per controllare se è tutto vero, se il pesce è ancora li o, per qualche motivo, misteriosamente, cosi come era apparso se ne sia andato via..

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